Giappone: 1 anno di carcere per i piloti ubriachi

La normativa nipponica sui droni è una di quelle più snelle e chiare attualmente in vigore nel mondo. Attualmente, infatti, i piloti di droni giapponesi devono rispettare alcune semplici e chiare regole, tra cui:

  • Volare al di sotto dei 150 metri di altezza
  • stare lontano dagli aeroporti
  • stare lontano dalle aree affollate
  • volare solo di giorno
  • volare sempre tenendo a vista il velivolo

Il rischio per i trasgressori è di vedersi costretti a pagare multe che arrivano fino a 500 mila yen (al momento poco più di 4 mila euro). Attenzione, però, perché il governo giapponese vuole sì un quadro di regole chiare al fine di lasciare campo libero alle possibilità di sviluppo al settore dei droni, ma non è certo incline (nemmeno per tradizione) ad un approccio “debole”.

Proprio la scorsa settimana, infatti, il Parlamento ha varato una nuova legge sull’uso dei droni, che vieta ai piloti di mettersi in volo in condizioni di scarsa lucidità mentale. Persone scoperte con il controller in mano e il drone in cielo mentre sono sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcool rischiano fino a un anno di carcere, oltre a una multa di 200 mila yen (quasi 2500 euro).

È chiaro che a molti potrà sembrare una regola ovvia, ma questo è dovuto al fatto che un comportamento responsabile ed attento dovrebbe essere alla base di qualsiasi volo. E proprio perché parliamo delle basi, è giusto che vengano scritte e ribadite a chiare lettere, sperando che questo riduca i pericoli causati dai comportamenti leggeri di piloti superficiali o del tutto irresponsabili, che rischiano solo di attirare le antipatie dell’opinione pubblica e di conseguenza regole sempre più rigide da parte di chi, per ambizione politica, è portato a cavalcarle.