I piloti di droni? “Ignoranti, irresponsabili e criminali”, poi però arrivano le scuse

Partiamo dalle ovvietà.

Che la normativa sui droni sia materia estremamente nuova e quindi piuttosto complicata è un fatto assodato, così come quello che nel Regno Unito (ma non solo) questi velivoli siano visti molto male da chi ha dimostrato, specie nei casi degli aeroporti bloccati di Heathrow e Gatwick, di non avere alcuno strumento efficace per impedirne il volo in aree non autorizzate. Del resto è innegabile che, ormai divenuti prodotti di massa, i droni (e dei loro piloti) finiti sui giornali per aver combinato qualche guaio è aumentato negli ultimi tempi.

Insomma, che la matassa da sbrogliare per quanto riguarda i droni sia per tutti abbondante si capisce ed è inevitabile, ma basterebbe riconoscerlo, capire se si è all’altezza del compito e, solo se ci si risponde di sì, prendersi il tempo necessario e rimboccarsi le maniche. Certo non bisognerebbe fare come Andy Sage, capo della gestione traffico unmanned di NATs (azienda che offre servizi di controllo aereo in tutto il mondo), che giorni fa, di fronte alla commissione Scienza e Tecnologia del parlamento britannico, se n’è uscito affermando che loro (i controllori del traffico aereo) distinguono i piloti di droni in tre categorie: “Ignoranti, irresponsabili e criminali”.

Fatte le doverose premesse in capo all’articolo e senza alcun desiderio di distorcere la realtà, che in molti casi registra comportamenti ignoranti, irresponsabili e criminali da parte di alcuni piloti di droni, è però necessario condannare più che mai affermazioni irrispettose di questo tipo, che sono frutto di una visione  arrogante e inutilmente semplificatrice che è proprio ciò che dobbiamo sforzarci di allontanare se vogliamo integrare con successo i droni nello spazio aereo dei nostri Paesi, aprendo le porte alle loro incredibili potenzialità e al futuro.

Perché è proprio quando si comincia a generalizzare, facendo di tutta l’erba un fascio, che abbiamo la conferma di aver abbandonato la strada dell’impegno e del miglioramento. E se cadono le braccia quando sentiamo discorsi di una tale superficialità fatti nei bar o sui social da persone che ripetono le cose a mo’ di pappagalli, il comportamento è gravissimo se contestualizzato all’intervento di un addetto ai lavori, un professionista con anni di esperienza alle spalle nonché esponente di una delle principali compagnie di gestione del traffico aereo degli aeroporti del pianeta.

Le immediate e roventi polemiche (con tanto di tweet bombing) che le azzardate dichiarazioni di Sage hanno scatenato nel Regno Unito hanno subito costretto NATs e lo stesso Sage a fare marcia indietro e a scusarsi pubblicamente con i piloti. “Ora è chiaro che ho commesso un errore a dire così. Le mie parole sono state inappropriate. Ho sbagliato. Vorrei chiedere scusa a tutti i piloti di droni, la maggior parte dei quali è estremamente responsabile, che si sono sentiti offesi a causa delle mie osservazioni“.

Il video

Nel suo post di scuse, inoltre, Sage ha precisato di aver pronunciato quelle parole in un momento in cui stava spiegando alla commissione come l’uso irresponsabile dei droni dovesse essere affrontato in modalità differenti a seconda dei diversi casi, ma certo è che le evidenti risatine del video del suo intervento non fanno altro che rendere lui più antipatico e la discussione ancora meno utile.

In conclusione, la questione potrebbe anche essere liquidata con “una battuta infelice”, condannata con un sorprendente furor di popolo da parte dei tanti dronisti inglesi che evidentemente non sono soddisfatti della situazione attuale. Ma è anche e soprattutto per questo che servono meno proclami, meno protagonismi e più lavoro da parte di tutti.

Categorie News