Persino l’Australia perde la pazienza con i droni selvaggi

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Il Paese dei canguri adesso si arrabbia per davvero. Finora l’Australia è stato un vero paradiso per i droni civili: poche leggi e larghe vedute, tanto con tutti di deserti e gli spazio che ci sono per fare guai bisogna proprio andarseli a cercare.  E difatti gli utenti se li sono cercati, i guai, eccome se se li sono cercati. Anche se la pazienza dell’Authority aeronautica locale, CASA, era davvero infinita: perfino quando qualche idiota ha rischiato di abbattere un aereo impegnato nelle operazioni antincendio la CASA si è limitata alle minacce e a qualche rimbrotto, ma niente di più.
Così, approfittando del clima rilassatone tollerante, in Australia Google testa i suoi droni che portano pacchetti ai farmer sperduti, qualcun altro prova a portare i libri, qualcuno esagera e tira droni in testa agli atleti impegnati nelle competizioni, ma insomma (atleta a parte) tutti guadagnano dalla tolleranza australiana. Finché qualcuno come sempre la fa grossa: durante un’operazione di polizia qualcuno ha pensato bene di farsi il filmino ricordo da postare su Facebook, ha perso il controllo del drone e per poco non prendeva sulla testa un poliziotto. E CASA ha deciso che ora basta. Che la tolleranza richiede interlocutori con un minimo di cervello, se la comunità è immatura bisogna usare il bastone. 850 dollari (australiani) di multa al pilota del drone che ha sfiorato il poliziotto e l promessa di un bel giro di vite. Con un tweet, la CASA ricorda a tutti che le regole australiane obbligano gli aeromodellisti a stare almeno a 30 metri dalle perone, non superare i 400 piedi di quota (circa 130 metri) e volare solo di giorno e a vista, mai entro 5 km dagli aeroporti.
E ricorda anche che, casomai qualcuo se ne fosse dimenticato, in Australia come nel resto del mondo per fare lavoro aereo occorre il brevetto , l’assicurazione, la visita medica e l’approvazione del piano di volo.

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