L’aeroporto di Miami lancia l’Sos droni

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I dronisti più indisciplinati del mondo? A quanto pare sono quelli di Miami che, ormai da un anno, stanno facendo impazzire la società che gestisce il Miami International Airport.
Nonostante i continui e ripetuti richiami per invitare i possessori di Sapr a non volare nei dintorni dello scalo (su cui gravitano 44 milioni di passeggeri in un anno), Miami è al quarto posto nella classifica degli Stati americani con più incidenti di droni. E molti di questi crash sono avvenuti nei dintorni dell’aeroporto.

“Il caso più grave il 27 gennaio scorso, quando un pilota dell’American Airlines ha avvistato un quadricottero a soli 150 metri dal suo aereo, ha ricordato Emilio Gonzalez, direttore del MIA (Miami International Airport), che ha anche citato i dati della FAA: “Le statistiche più recenti riportano oltre 700 avvistamenti di droni nei pressi degli aeroporti statunitensi, il tutto in solo 10 mesi”.

Visto il boom di vendite di questi velivoli, c’è di che preoccuparsi. Anche perché le multe salate (si parte da 500 dollari) non sembrano aver frenato il fenomeno.
Per questo motivo le autorità stanno pensando a un ulteriore giro di vite: oltre a inasprire le sanzioni, si sta pensando di inserire questo tipo di violazioni nel codice penale. E allo studio ci sarebbe, secondo il Miami Herald, l’introduzione di una barriera elettromagnetica che schermi i principali aeroporti da possibili infiltrazioni da parte di droni.
Questa soluzione, tuttavia, non è di facile applicazione; per il momento, le autorità non possono fare altro che potenziare la vigilanza e contare sul buon senso dei piloti, invitandoli a rispettare il miglio (1600 metri) di buffer.

Gli ultimi dieci mesi, tuttavia, non lasciano ben sperare; così come sono poco confortanti le notizie che arrivano dal resto del mondo: dalla Nuova Zelanda alla Turchia, sembra che i piloti non riescano a resistere al fascino degli aeroporti.

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