Airbus irrompe nel mercato dei droni: “per noi è un must esserci” dice il ceo Enders

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Tom Enders

Tom Enders, CEO di Airbus

Il mercato dei droni diventa importante: escludendo i piccoli droni usati per lo più dagli hobbysti, il valore si è attestato sui quattro miliardi di dollari nel 2015 e arriverà a 14 miliardi all’anno nei prossimi 10 anni. “E’ difficile immaginare che Airbus non abbia un ruolo importante in questa industria” ha detto il Ceo del colosso europeo Tom Enders. Che è costretto ad ammettere che “al momento non abbiamo una posizione forte, abbiamo solo costruito dei prototipi da esposizione” ma aggiunge che Airbus non può più stare a guardare mentre i competitor conquistano fette di mercato nei settori militare e civile.

Airbus quindi guarda con interesse alle startup più innovative nel settore per colmare un gap ormai imbarazzante. Gli analisti scommettono sul fatto che Airbus renda nota una strategia importante nel settore degli aerei senza pilota, sia civili sia militari, già nei prossimi mesi. “per noi è un must essere in questo settore”, conferma Enders. Oggi  il settore militare dei droni pesanti è dominato da Northrop Grumman, Israel Aerospace Industries e General Atomics. Il mercato drone commerciale è più frammentato, con molti piccoli player in competizione stretta tra loro. Enders ammette che Airbus deve ancora decidere che peso dare al settore civile rispetto a quello militare. Per ottimizzare gli sforzi, Airbus potrebbe anche decidere di acquistare o collaborare con un produttore di droni già operante sul mercato. Le risorse finanziarie già ci sono: lo scorso anno l’azienda ha creato un fondo di capitale di rischio e ha promesso un investimento iniziale di 150 milioni di dollari per cercare “opportunità di business dirompenti e innovative.”

Talarion

Finora gli sforzi di Airbus nel settore droni sono stati poco convinti: oltre dieci anni fa ha venduto un drone militare per le forze aeree francesi, ma la macchina nasceva da un design israeliano. L’aviazione francese alla fine ha scaricato Airbus e ha acquisito droni Reaper di General Atomics e si è rivolta al fornitore francese Safran per i velivoli di sorveglianza senza pilota più piccoli. Airbus ha tentato allora di convincere la Germania e altri partner europei a sviluppare un drone di Zephyr2_3021786dsorveglianza, Talarion (nella foto) che si è rivelato un flop: costava troppo e il calendario delle consegne era incerto. La Francia e il Regno Unito, altri due dei paesi che Airbus sperava di arruolare, gli hanno voltato le spalle e varato in proprio programma congiunto, guidato dai rivali BAE e Dassault. E terribile è stato il flop del drone sia in collaborazione con Northrop, programma il cui partner maggiore era la Germania ma che è finito in uno scandalo quando è stato chiaro che il drone non avrebbe mai volato per l’impossibilità di integrarlo nello spazio aereo europeo. Un po’ meglio è andata con i droni sperimentali a energia solare Zephir destinati a volare molto lentamente e rimanere in volo per tre mesi consecutivi.

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