L’industria dei droni parla sempre più cinese

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Nel 1990 la Cina creava meno del 3% di tutti i prodotti del mondo, ma 25 anni dopo questo valore è cresciuto di 8 volte, arrivando al 25%. Oggi la Cina produce l’80% dei condizionatori del mondo, il 70% dei suoi smartphone e il 60% delle sue scarpe (ricordiamo che l’ex paese di Mao possiede una popolazione che supera abbondantemente il miliardo di persone e che è almeno 4 volte superiore a quella degli Usa). Grazie a elementi come il basso costo del lavoro (inferiore a quello presente in occidente) e il quadro normativo più favorevole all’impresa, la Cina ha una marcia in più nel settore produttivo, e allunga le mani anche sull’industria dei droni (per ora soprattutto quelli non militari, ma chissà in futuro) ed è pronta ad afferrarla.

D’altra parte uno ad uno (su tutti GoPro e 3DRobotics, mentre resiste Parrot) i principali competitor della Cina nella produzione di droni sono caduti (e chissà se proveranno mai a rialzarsi), così la scena è quasi tutta per le compagnie del paese del dragone, DJI su tutte. L’azienda di Shenzen, già leader assoluto del settore dei droni prosumer, prima ha silurato GoPro presentando il Mavic con un tempismo perfetto per contrastare sul nascere l’entusiasmo iniziale per il Karma californiano, e poi ha rinnovato la sua gamma di prodotti, presentando il Phantom 4 Pro e l’Inspire 2. Il colosso cinese ha messo anche un primo piede in Europa, aprendo un negozio tutto suo a Roma e si prepara ad avviarsi, in assenza di colpi di scena clamorosi, verso la carriera da monopolista – o quasi – del settore droni (a questo proposito troverete un ampio approfondimento sul prossimo numero cartaceo di DronEzine).

E allora viene da pensare se l’unica concorrenza per DJI – eccezion fatta per i francesi della Parrot, che sembrano non avere intenzione di cedere il passo – non possa essere in casa, dove Yuneec (dalla quale aspettiamo notizie dopo il Breeze e il Typhoon H), Xiaomi (del drone “Mi” si sono perse le tracce dopo che è precipitato durante la conferenza di presentazione) e MMC (che punta sui droni a idrogeno) potrebbero avere in mente qualche bella (speriamo) sorpresa per il 2017, dato per assodato che a questo punto dell’anno la stagione natalizia è da ritenersi compromessa per qualsiasi nuovo prodotto.

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