Il titolo crolla ma l’Anafi vola, così Parrot punta tutto sui droni

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Fondata nel lontano 1994 da Henri Seydoux, Parrot è oggi la principale azienda europea produttrice di droni e, dopo la resa di 3DR, è rimasta praticamente l’unica possibile sfidante dello strapotere delle aziende cinesi (DJI su tutte). Una lotta impari, certo, ma anche una lotta in cui l’azienda francese ha saputo incassare senza mai gettare la spugna, riuscendo negli anni a togliersi anche qualche piccola soddisfazione, con la linea di mini droni destinati ai bambini, i droni prosumer Bebop 1 e 2, e anche il Parrot Disco, un tutt’ala destinato alle applicazioni agricole e non solo. Successi effimeri, che non sono bastati a tenere a galla il titolo in borsa, che dopo l’autunno 2015 è stato protagonista di un calo continuo.

In questo scenario, la presentazione del drone Anafi ai primi di Luglio sembrava poter essere la giusta occasione per convincere gli investitori e rilanciare le quotazioni dell’azienda, ma nonostante l’Anafi abbia conquistato un grande consenso, grazie alla telecamera 4K e all’autonomia di volo di 25 minuti, sui mercati questo successo si è tradotto in un piccolo rialzo, peraltro breve, dopo il quale il titolo è tornato a scendere, toccando un nuovo minimo (4,21 euro ad azione).

titolo parrot in borsa 2018

L’annus horribilis del titolo Parrot sul mercato azionario

Nella giornata di ieri sono però stati resi pubblici i risultati economici del secondo trimestre 2018 dell’azienda francese, che mostrano una ripresa nel business dei droni (+14%), un settore sul quale Parrot punterà sempre di più, visto anche l’annuncio dei primi di luglio in cui ha dichiarato che abbandonerà gradualmente il mercato dell’automotive vendendo le sue quote a Faurecia (uno dei maggiori produttori di componentistica per automobili del mondo).

Sebbene per il momento non sia bastata a riportare in alto il valore delle azioni, la notizia che Parrot si concentrerà sui droni non può che far piacere ai numerosi estimatori dei prodotti dell’azienda francese (in Italia la versione “trecentizzata” dell’Anafi fa gola a sempre più professionisti), e chissà che col tempo non convinca anche gli investitori a scommettere di nuovo sulla società di Seydoux, che nel report trimestrale aggiunge: “Stiamo finalizzando la nostra trasformazione per diventare un player autentico per i droni civili, e beneficeremo di una posizione finanziaria più forte“.

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