Droni al CES: dalla Cina con furore in una edizione da dimenticare

0

Dei 45 espositori che presentano droni e tecnologie ad essi correlati nella più grande fiera di consumo del mondo, il CES di Las Vegas iniziato ieri, più della metà sono cinesi. E un terzo sono concentrati nella regione di Shenzen, dove ha sede DJI. Che alla kermesse del Nevada si presenta come americana, come la concorrente Yuneec del resto. Ma tutti sappiamo dove hanno testa, cuore e cervello, oltre che portafogli. Europa e resto del mondo del tutto azzerati.

Una questione tra cinesi e americani, con gli asiatici in netto vantaggio, la mappa dei droni che si affacciano alla fiera del consumer: 18 espositori americani, 25 cinesi, più uno inglese e uno coreano che peraltro espongono cose che c’entrano abbastanza poco col nostro mondo: i coreani di this is engineering si propongono come designer, gli inglesi di Extreme Fliers cercano invece fortuna con i droni palmari, sperando che stavolta i sudditi di Sua maestà non facciano un’altra catastrofe come Zano, perfetto esempio di come con un drone piccolo si possa fare un pasticcio enorme.

Fuori dai giochi, come da un po’ di edizioni a questa parte, l’inguaiato produttore europeo Parrot, reduce da una ennesima cura dimagrante a base di licenziamenti e impegnato in una corsa difficile per recuperare il terreno perduto nei confronti dei competitor asiatici, molto più avanti della multinazionale francese in tecnologie chiave come l’evitamento degli ostacoli. Presenti all’appello invece DJI, Yuneec e PowerVision, o per lo meno le loro sussidiarie statunitensi, che non è che si sforziono più di tanto di presentare cose nuove: DJI punta sul nuovo radiocomando con schermo Smart, Yuneec ha ricevuto dal CES una menzione d’onore per il suo drone ripieghevole Mantis Q, che noi abbiamo provato e non ci ha convinto del tutto,

ma ovviamente non siamo nella giuria del CES. PowerVision invece ci riprova con il Power Dolphin, drone marino già presentato l’anno scorso ma di cui si erano perse le tracce, chissà se sarà la volta buona.

Per il resto, tutta roba già vista e nemmeno particolarmente interessante: come il Condor Elite di Aee, un quadricottero semplice e senza troppe pretese, peraltro già addirittura in vendita su Amazon, mentre (solo un pochino) più interessante è il controller FT Aviator per guidare i droni con una sola mano presentato da Fluidity, azienda fondata da un ex astronauta. Insomma, da quello che vediamo al momento  andare a Las Vegas ha senso per farci una gita, per i droni no di sicuro. Unico guizzo di interesse il seminario di Amazon sul trasporto merci pericolose con i droni. Però prima di pensare a portarci a casa candelotti di dinamite apprezzeremmo che riuscisse a portarci una pizza, tanto per cominciare.Tra le altre stravolgenti novità (ehm) abbiamo l’evoluzione del drone da selfie di AirSelfie,  anche di questa avevamo provato l’edizione precedente, e ok è carino, niente di più.

E poi come in tutte le edizioni c’è chi salta fuori con la strabiliante idea di usare il drone per aumentare la sicurezza di casa, ottimo acchiappaclick da evento internazionale, che di solito si esaurisce quando la serranda della fiera scende ed entrano in scena gli inservienti con secchi e scope. Stavolta a provare a stupirci con il cane da guardia volante è Sunflower Labs, sarà la volta buona?

E gli italiani? Mettono il guinzaglio agli Inspire

Nella sezione convegni, l’incubatore italiano e-Novia e il Politecnico di Milano mostrano Stem,  un sistema di carrucole e verricelli controllati dal computer per dare alimentazione ai droni e anche aumentare la sicurezza delle operazioni. «L’oggetto rappresenta l’evoluzione industriale dei droni usati per le riprese in cantiere o durante gli eventi. Avere più di un drone collegato consente un movimento non solo verticale sopra la stazione base ma anche orizzontale lontano da questa», commenta il responsabile del progetto Glauco Bigini, di e-Novia. «Stem mira a rivoluzionare il mondo delle ispezioni e della sicurezza, particolarmente critico, abilitando attività di monitoraggio e controllo sistematiche che con i droni tradizionali, alimentati a batteria non sarebbero possibili – aggiunge Ivo Boniolo, Chief Innovation Officer di e-Novia –. Oltre al monitoraggio in situ, la soluzione si può applicare anche al mondo dell’entertainment abilitando riprese di eventi dall’alto in assoluta sicurezza».
«Quello presentato oggi a Las Vegas è il primo prototipo del sistema di interconnessione tra droni composto da una serie di verricelli intelligenti e controllati da algoritmi di intelligenza artificiale, che si integra con il sistema di controllo di volo del drone e permette di creare la formazione di volo» concludono. Evabbé, naturalmente  facciamo gli auguri ai ragazzi italiani, ma ce ne vorrà di leggero caffè americano per restare svegli in questa edizione in cui finora è la noia a far da padrona.

 

1734 visite

Commenta:

Segui DronEzine sui social: