Drone ambulanza, perchè non funzionerà

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Un drone ambulanza, capace di trasportare in tempi record un defibrillatore di 4 kg circa sul luogo della chiamata, e salvare quindi gli sfortunati colpiti da un attacco di cuore.

Pensato e progettato dall’ingegnere 23enne Alec Momont e presentato in Olanda, questo drone ambulanza salvavita sarà in grado di trasportare un defribrillatore, una maschera d’ossigeno o una dose d’insulina in tempi rapidissimi. Il suo raggio di azione è stimato in 12Km e grazie al GPS potrà trovare con precisione chi abbia bisogno di soccorso immediato. Il velivolo sarà realizzato in fibra di carbonio e con grande impiego di particolari stampati con tecnologia 3D, avrà un costo approssimativo di 21.000 dollari.

Idea sicuramente non nuovissima, ricordiamo un progetto simile presentato nello scorso settembre 2013, ciò nonostante la notizia ha fatto il giro del mondo, d’altro canto la salute sta a cuore a tutti.

 

drone_ambulanzaDavvero un oggetto del genere potrà sostituire un intervento umano? Analizziamo alcuni scenari operativi e valutiamo a fondo quanto ci possa essere di vero e tangibile in questo progetto. Innanzi tutto come del resto anche in casi con operatori umani è necessaria una seconda persona con un minimo di cultura di base di primo soccorso, che dovrà anche essere dotata di apposita app sullo smartphone per comunicare la propria posizione tramite coordinate ricevute dai satelliti. Al di la della bella foto qui a fianco prevediamo che un utilizzo in un ambito urbano, con palazzi, segnaletica verticale, autobus diventi molto problematico per il drone svolgere una missione pre programmata evitando ostacoli fissi e in movimento. Certo opportuni sensori di sense and avoid (vedi ed evita) dovranno essere installati, ma siamo ben consci che allo stato attuale non permettono un attendibilità certa. Ipotizziamo quindi uno scenario extra urbano, in una bella pianura dove il malcapitato si trovi in pericolo di vita. In questo caso la rotta programmata per il drone potrebbe essere portata a termine senza sbattere contro alberi o cartelloni pubblicitari, ma bisognerà prestare attenzione al punto esatto nel quale il drone salvavita avrà deciso di atterrare. Se per ipotesi si trovasse troppo vicino al moribondo o al suo soccorritore bisognerà prevedere una routine di spostamento o sospensione del atterraggio automatico, ipotizziamo per motivi pratici che il carico pagante, il defibrillatore non possa essere paracadutato o men che meno sganciato dal drone.

Vorremmo davvero che questi utili progetti andassero in porto, ma prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi sarà bene fare i conti con le effettive difficoltà pratiche e la attuale tecnologia a disposizione. Per lo stesso motivo i droni di Google al momento operano in ampie aree extra urbane per la loro attività sperimentale di consegna pacchi o altro materiale quali ad esempio medicinali come sta invece provando DHL in Europa

 

 

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