Amazon Prime Air: il sogno è finito?

Sono passati anni da quando il video col quale Amazon presentava il suo progetto Prime Air, l’idea rivoluzionaria di consegnare la merce coi suoi droni, sorprese un po’ il mondo intero: i primi test ebbero luogo nell’ormai lontanissimo (tecnologicamente parlando) 2014.

Certo a quell’epoca più di qualche timido test di drone delivery era già stato condotto da altre startup innovative, ma la comparsa di Amazon sulla scena aveva convinto quasi tutti che sarebbe stata proprio l’azienda di Bezos a vincere a mani basse quella partita che si stava avviando verso uno dei business più redditizi del mondo.

Eppure, col passare del tempo, le notizie su nuovi brevetti e flight test si sono fatte via via meno frequenti, i toni delle campagne promozionali si sono stiepiditi e sono state altre aziende a tagliare il traguardo prima di Amazon, il cui progetto è sparito dai radar assieme ai suoi droni corrieri.

Ora Wired Uk riporta, all’interno di un articolo intitolato “The slow collapse of Amazon’s drone delivery dream“, alcune indiscrezioni avute da numerosi ex dipendenti di Amazon prime Air in UK. Pareri che sembrerebbero non solo annunciare il precoce avvio del sogno Prime Air verso il viale del tramonto, ma anche svelare alcuni retroscena sui motivi che – almeno in parte – porterebbero a questa sorprendente debacle del gigante mondiale dell’e-commerce.

Sembra infatti che Amazon stia smobilitando con una certa fretta gran parte dei suoi uomini impegnati nello sviluppo del progetto Prime Air in UK, nazione dove anni fa circa decise di gettare le basi per il suo servizio di delivery a mezzo drone. Oltre 100 dipendenti licenziati, mentre altre decine sono stati riassegnati ad altri progetti. Tra le persone che hanno riferito la loro versione a Wired, e che hanno chiesto di restare anonime, c’è chi parla di un progetto che stava “collassando su se stesso”, “disfunzionale” e che sembrava “chaos organizzato”, gestito da manager che erano “distaccati dalla realtà”.

Sembra che l’inizio della possibile fine risalga alla fine del 2019, quando i team che lavoravano al progetto si sono visti assegnati in poco tempo a una serie di manager diversi, in un clima generale di agitazione.

Dal punto di vista tecnico, invece, una delle dichiarazioni rivela che mentre i concorrenti sviluppavano sistemi per sganciare il pacco dal drone a mezzo paracadute a diversi metri da terra, gli ingegneri di Amazon Prime Air dovevano confrontarsi con l’atterraggio vero e proprio del drone nel giardino del destinatario, che portava con sé un maggior numero di problemi da risolvere, senza considerare che – a quanto pare – i droni di Amazon pesavano circa 27 chili, un elemento che complicava terribilmente l’aspetto della sicurezza e superava il limite estremo adottato da moltissimi Paesi del mondo per categorizzare i droni medio-piccoli.

Per il momento un portavoce di Amazon si è rifiutato di commentare i licenziamenti o le altre indiscrezioni, limitandosi a confermare la presenza di Amazon Prime Air in UK nei prossimi tempi. Ma anche senza soffiare sul fuoco, però, sembra proprio che per Prime Air tiri una brutta aria.

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