RoboBeehive, un drone alveare con piccolissimi droni insetto per l’impollinazione

Da anni, in tutto il mondo, il numero delle api sta precipitando a causa dell’uso di pesticidi, dell’aumento dell’inquinamento, del cambiamento climatico e dell’azione dei parassiti.

Se da un lato si moltiplicano le iniziative di sostegno alla salvaguardia di questi insetti che risultano preziosi in virtù del miele che producono ma ancora di più per la loro opera di impollinazione dei fiori, dall’altro sono in corso da anni alcuni studi che mirano a capire come si potrebbe in futuro vivere in un mondo in cui la carenza di insetti impollinatori porrebbe a serio rischio l’agricoltura.

Tra le opzioni più affascinanti, ci sono quelle offerte dalla tecnologia e dalla miniaturizzazione, che permetterebbero di creare dei piccolissimi insetti robot che potrebbero raccogliere il compito dell’impollinazione. In sostanza, si tratterebbe di tanti piccolissimi droni che, grazie ai sensori e al coordinamento delle azioni collettive permesso dal sistema di intelligenza artificiale centrale condiviso sarebbero in grado di comportarsi come un vero e proprio sciame di api (addirittura alcuni test risalenti a qualche anno fa dimostrarono che i droni impollinatori potevano essere più efficienti delle stesse api).

E se già nel 2018 un’idea del genere venne in mente a Walmart, che presentò anche un brevetto, di recente è emerso un nuovo progetto a cui stanno lavorando alcuni ricercatori americani dell’Università del Maryland sotto la guida del professor Yiannis Aloimonos.

Il progetto si basa su un drone di dimensioni medie che funge da alveare, che ha ispirato il nome del progetto “Robobeehive“, e da uno sciame di altri droni delle dimensioni di piccoli insetti che si dedicano all’attività di impollinazione. Questa soluzione permetterebbe al drone alveare di volare e attaccarsi su supporti fisici nella zona prescelta, e da lì fungere come base di ricarica per l’andirivieni dello sciame.

Una delle sfide principali riguarda la miniaturizzazione, perché nel piccolissimo drone ape dovevano starci batteria, sensori per l’evitamento di ostacoli e persino delle microscopiche telecamere. Il risultato di tanto impegno, però, non verrà utilizzato solo nell’impollinazione, in quanto una tecnologia simile risulterebbe ideale anche per moltissime altre attività, come l’ispezione di strutture o anche il controllo e l’assistenza sanitaria a distanza di persone malate ma abbastanza auto-sufficienti da spostarsi e compiere attività all’aperto.

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