Ancora maltempo in casa Parrot dopo la presentazione dei bilanci di fine anno.
L’azienda Franco statunitense, prosegue la discesa di una china non molto simpatica che ha visto precipitare il valore delle sue azioni da oltre i 36 euro dell’anno 2015 a poco più di 3 euro nel marzo 2019.
In particolare, proprio nel settore droni, Parrot ha effettuato negii anni passati alcuni licenziamenti. Nel 2017 nei primi giorni del gennaio ha annunciato un taglio del personale di 290 persone su 840, dedite al settore droni della multinazionale.
Verso la fine del 2018 a novembre per l’esattezza altro taglio del personale di un centinaio di persone, da sottrarre al settore consumer, lasciando inalterato il comparto ricerca e sviluppo.
Un periodo travagliato per il produttore tecnologico di prodotti per automotive con una divisione dedicata ai droni che tra le altre cose hanno sempre avuto caratteristiche e innovazioni decisamente interessanti, ma che non sono mai riusciti a sfondare completamente. Qui qualche nostra opinione sugli errori più comuni commessi da Parrot.
Durante la scorsa estate a partire da Giugno, Parrot presenta il drone Anafi che farà un gran parlare di se e che ha ottenuto a nostro modesto parere un discreto consenso anche in Italia da un certo numero di estimatori, siano essi amatori o professionisti.
[Leggi tutti gli articoli e le recensioni che riguardano il drone Parrot Anafi da noi pubblicati]
Parrot tante speranza riposte sul drone Anafi, che non è stato venduto come speravano
Ma evidentemente il solo drone Anafi non basta a risollevare le sorti della azienda.
In un’intervista rilasciata sul quotidiano francese Les Echos, Henri Seydoux, fondatore e presidente di Parrot , racconta e spiega del fallimento del drone Anafi sul quale l’azienda aveva nutrito molte speranze. Tuttavia il CEO di Parrot speiga che nel lungo termine il piccolo e leggero drone Parrot Anafi sarà un successo.
Il presidente dell’azienda riconosce anche gli errori di posizionamento sul mercato e mentre Parrot pubblica i suoi purtroppo scarsi risultati annuali e il prezzo delle azioni è collassato.
La società ha denaro in cassa per almeno altri due anni assicura ma futuro rimane incerto.
Pare che i risultati attesi da Parrot per il proprio drone Anafi fossero ben superiori, invece solo un terzo delle previsioni si sono tradotte in vendite.

“Sfortunatamente, questi mercati sono lenti a muoversi, questo implica cambiare le organizzazioni e andare oltre le attuali modalità operative e ciò non avviene in un anno. Abbiamo investito in start-up , come Sensefly e Pix4D, che hanno avuto molto successo, ma questo non è stato sufficiente per tenere il passo con gli investimenti richiesti nei mercati high-tech. Quando fai un drone, hai bisogno di 30-50 milioni di euro!” – afferma Henry Sedoux enk corso della intervista sul giornale Les Echos.
Link all’articolo originale sul quotidiano Les Echos





