La Cina mette il turbo: decuplicate le vendite di droni nel 2015, finanziamenti milionari a raffica

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A Shenzen, la capitale cinese dei droni, ci sono 400 industrie che sono in qualche modo coinvolte nella filiera dei droni civili, capitanate da DJI. E festeggiano: non solo le esportazioni sono cresciute di oltre nove volte tra gennaio e novembre dell’anno appena trascorso, ma ora piovono milioni con una velocità che non ricordavamo dai tempi (sciagurati) della bolla delle dot com.

490198-yuneec-typhoon-hLa grande rivale di DJI, Yuneec, di base a Shanghai, ha ricevuto 60 milioni di dollari da Intel in vista della stretta integrazione tra i suoi multicotteri e le telecamere Intel RealSense che permettono ai droni di evitare gli ostacoli. Una soluzione ancora non disponibile sul mercato ma che è stata mostrata al pubblico del CES, montata proprio sull’ultimo gioiello dell’azienda di Shanghai, il rivoluzionario Typhoon H, a nostro avviso il multicottero più geniale e innovativo visto a Las Vegas.

 

11-1024x768Poco prima di Yuneec, era toccata a Ehang (che ha stupito il pubblico del CES con un multicottero in grado di portare una persona) a mettere a segno un altro colpaccio finanziario da brividi, 42 milioni di dollari piovuti da un gruppo di venture capitalist. Dal canto suo  l’americana Lily, pur senza essere riuscita finora a commercializzare il suo drone (che avrebbe dovuto debuttare a Febbraio) ha raccolto 60 milioni tra preordini e investimenti di fondi privati.

Sarà sempre più dura per DJI mantenere l’attuale leadership di mercato, in un momento in cui tutti i concorrenti non fanno alcuna fatica a trovare capitali: la filiera dei droni ha ottenuto ben 172 milioni di venture capital da maggio ad oggi, più di quanto avessero messo insieme nei tre anni precedenti.

Qualcomm_Robots_2_031_r900x493Insomma, il mercato dei capitali crede nei droni consumer, e soprattutto ci crede l’industria dei semiconduttori, che vedono nei droni un importantissimo mercato per continuare a macinare profitti dopo che le vendite di chip per telefonini e computer non possono più crescere a causa della saturazione del mercato: non solo Intel con Yuneec scommette sui robot volanti, anche Qualcomm ci si è buttata con entusiasmo, “riciclando” i suoi processori da telefonino SnapDragon in un multicottero che, proprio come lo Yuneec-Intel, è capace di vedere l’ambiente in cui vola per evitare gli ostacoli e riconoscere le forme. E la stessa Ambarella, produttore di chip per telecamere, ha capito che le riprese del futuro si fanno dal cielo e ha sviluppato chip specifici per droni grandi e piccoli, che mandano in pensione il gimbal e aprono prospettive inedite per i piccoli droni inoffensivi, quelli che possono volare come SAPR in città senza patente.

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