Google, via libera ai test per la consegne con i droni

0

E’ da parecchio tempo che circolano le notizie secondo le quali Amazon il colosso del e-commerce sia quasi pronto per le consegne con i droni. Google non vuole essere da meno e il suo progetto per il trasporto di piccoli pacchi in zone desolate, ha ottenuto alcuni i necessari consensi per portarne avanti lo sviluppo.

E’ notizia di qualche giorno addietro, secondo la quale Google o meglio Alphabet la compagnia annessa al gigante di Mountain View e delegata a sviluppare il progetto “X” sia stata abilitata a svolgere missioni di volo in 6 siti  appositamente designati dalla Federal Aviation Administration.
Via libera per i test con i droni da trasporto di Google, l’emendamento emesso dalla FAA fa seguito alla decisione della Casa Bianca che ha annunciato di voler sostenere le ricerche per questo interessante settore che coinvolge il trasporto aereo con i droni, supportando tali ricerche con 35 milioni di dollari.

I droni ad ala fissa di Project Wing, svolgeranno i voli in maniera completamente autonoma, stando alle intenzioni degli sviluppatori e saranno equipaggiati di speciali trasponder per comunicare la loro posizione in tempo reale a torri di controllo perla verifica dello spazio aereo impegnato, anche se dovranno volare a circa 120 metri massimi di quota.
Naturalmente un volo autonomo di questo genere desta notevoli preoccupazioni da parte dell’Ente aeronautico statunitense – ma si suppone anche del resto del pianeta – tuttavia Dave Vos, principale responsabile del team che sviluppa Project Wing, si mostra fiducioso e afferma che le tecnologie utilizzate permetteranno una convivenza pacifica e senza problema con gli aeromobili veri.

In questa corsa al primo drone da trasporto, Google risulta leggermente in ritardo – hanno dovuto rifare completamente il progetto – invece Amazon, il suo principale competitor  si è mosso con largo anticipo, programmando addirittura uscite pubblicitarie e spot che hanno sicuramente precorso  troppo i tempi, ma per portare  avanti le sue prove e test di volo sul campo, è stata costretta a emigrare in Inghilterra.

Google ora incalza e se potrà usare parte dei fondi destinati a questo tipo di ricerca, potrebbe fare enormi balzi in avanti. Tutto questo senza considerare il terzo incomodo: Facebook che con il suo drone Aquila ha già solcato i cieli con l’obiettivo di portare internet ovunque, ma se cambiasse idea in corso d’opera, diventerebbe di certo un terzo avversario molto, ma molto scomodo.

 

2046 visite

Share.
Commenta:

Segui DronEzine sui social: