Regolamento Europeo sui droni, in attesa della approvazione del Parlamento

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La tabella di marcia ipotizzata da EASA, l’agenzia per la sicurezza aerea europea, pare rispettata.
Dopo un primo stop il 29 gennaio, quasi un mese dopo la commissione dei trasporti e quella dell’Autority della comunità si sono trovate d’accordo per approvare il regolamento delegato e i suoi Annessi.
Sul sito della Commissione Europea con data 12 marzo 2019 compare il documento siglato C(2019)1821/F1 “relativo ai sistemi aeromobili senza equipaggio e agli operatori di paesi terzi di sistemi aeromobili senza equipaggio”.

I documenti, disponibili anche in lingua italiano si possono scaricare dai seguenti link.

Link al documento originale italiano C(2019)1821
REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/… DELLA COMMISSIONE
del 12.3.2019
relativo ai sistemi aeromobili senza equipaggio e agli operatori di paesi terzi di sistemi
aeromobili senza equipaggio

Link al documento annesso originale Italiano C(2019)1821
ALLEGATO
del regolamento delegato della Commissione relativo ai sistemi aeromobili senza
equipaggio e agli operatori di paesi terzi di sistemi aeromobili senza equipaggio

Il Regolamento Europeo sui droni, nel 2019 prosegue il suo cammino

Dopo le Opinion di EASA, il documento nato dopo anni di bozze e approvazione da parte dei 28 Stati della Unione Europeo e le successive bozze presentate alle varie commissioni non ci sono sostanziali modifiche rispetto a quanto già descritto.
Riportiamo comunque alcuni passaggi significativi, relativi anche al sistema di identificazione remoto in diretta, chiamiamolo per semplicità transponder, anche se probabilmente non sarà il suo nome definitivo.
Tale strumento andrà inserito e collegato a una buona parte di droni appartenenti alla Open Category. Cioè quelle 5 classi di droni, classificati in base al peso e alla rischiosità del loro uso che permettono o non permettono un certo tipo di voli.

Atto delegato non ancora in vigore e in attesa delle approvazioni definitive del Consiglio e del Parlamento Europeo

Una semplificazione del regolamento sui droni epocale se ci passate il termine; perlomeno per quelli poco pesanti e a basso rischio. Infatti decade il principio stabilito dal Regolamento Italiano ENAC sui droni, secondo il quale la loro suddivisione avveniva per il tipo di utilizzo.
Giusto o sbagliato che sia, la direzione intrapresa dal Regolamento Europeo sui droni suggerito da EASA è stata presa a gran velocità e al momento rimangono solo gli scogli delle approvazioni definitive del Consiglio e del Parlamento Europeo come viene dichiarato anche sul sito della commissione.
Se non ci saranno ostacoli o interruzioni nel processo di approvazione da qui a due mesi, questo atto delegato verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea e dopo 20 giorni entrerà in vigore.
Da quel momento con buone probabilità ENAC avrà già emesso un regolamento transitorio sempre sulle basi di quanto suggerito da EASA e in parte annunciato con il workshop del 1 febbraio a Roma.
Sarà valido  per un periodo compreso tra l’estate 2020  e l’estate 2022; dopo tale data il Regolamento Europeo sui droni sarà non solo in vigore, ma perfettamente applicabile a tutti gli effetti.

Prima di lasciarvi alle principali specifiche delle Classi della Open Category vi lasciamo il link con le nostre FAQ, ovvero le domande più frequentemente poste sul Regolamento Europeo sui Droni nato dai suggerimenti di EASA.

Regolamento Europeo sui droni, definizioni delle Open Category

Classe aperta C0
Peso massimo al decollo compreso il payload inferiore a 250 grammi
– Velocità massima in volo livellato pari a 19 m/s
Altezza massima raggiungibile dal punto di decollo 120 metri
– Volo in Follow Me non superiore al raggio di 50 metri dal pilota
– Essere corredati di un manuale di uso che identifichi tra l’altro anche la classe d’uso

Classe aperta C1
– Essere costituiti da materiali e avere caratteristiche di prestazione e fisiche tali da assicurare che, in caso di impatto con una testa umana a velocità terminale di caduta, l’energia trasmessa alla testa umana sia inferiore a 80 J o, in alternativa, avere una massa operativa al decollo  inferiore a 900 grammi compreso il carico
– Velocità massima in volo livellato pari a 19 m/s
– Avere un’altezza massima raggiungibile sopra il punto di decollo limitata a 120 mt o essere dotati di un sistema che limiti a 120 m
– Essere progettati e costruiti in modo da ridurre al minimo il rischio di lesioni per le persone durante il funzionamento; vanno evitati i bordi affilati tranne qualora siano tecnicamente inevitabili secondo la buona pratica di progettazione e fabbricazione. Se dotati di eliche, queste devono essere progettate in modo da limitare il rischio di lesioni che potrebbero essere arrecate dalle pale delle eliche
– Avere un numero di serie fisico unico
Avere un’identificazione remota diretta in grado di:
consentire il caricamento del numero di registrazione dell’operatore
garantire in tempo reale e per tutta la durata del volo la diffusione periodica diretta dall’UA, tramite protocollo di trasmissione aperto e documentato
che invii numero seriale univoco del drone, il numero di registrazione dell’operatore, la posizione geografica del drone e del pilota remoto la rotta del drone
essere dotato di un sistema di geo consapevolezza relativo alle limitazioni dell’area di volo emetta un segnale in caso di potenziale violazione dello spazio aereo
– Volo in Follow Me non superiore al raggio di 50 metri dal pilota

Classe aperta C2
Peso massimo al decollo compreso il payload inferiore a 4 kilogrammi
– Altezza massima raggiungibile dal punto di decollo 120 metri
– Devono poter essere controllati in modo sicuro da un pilota remoto con un livello di competenza
– Essere progettati e costruiti in modo da ridurre al minimo il rischio di lesioni per le persone durante il funzionamento; vanno evitati i bordi affilati tranne qualora siano tecnicamente inevitabili secondo la buona pratica di progettazione e fabbricazione. Se dotati di eliche, queste devono essere progettate in modo da limitare il rischio di lesioni che potrebbero essere arrecate dalle pale delle eliche
– Tranne nel caso dei droni ad ala fissa, essere dotati di una modalità a velocità ridotta, che può essere selezionata dal pilota remoto, in grado di limitare la velocità massima di crociera a non più di 3 m/s
– Avere un numero di serie fisico unico
– Avere un’identificazione remota diretta in grado di consentire il caricamento del numero di registrazione dell’operatore garantire in tempo reale e per tutta la durata del volo la diffusione periodica diretta dal drone, tramite protocollo di trasmissione aperto e documentato
che invii numero seriale univoco del drone, il numero di registrazione dell’operatore, la posizione geografica del drone e del pilota remoto la rotta del drone
– Essere dotato di un sistema di geo consapevolezza relativo alle limitazioni dell’area di volo emetta un segnale in caso di potenziale violazione dello spazio aereo

Classe aperta C3
Peso massimo al decollo compreso il payload inferiore a 25 kilogrammi e una dimensione massima inferiore a 3 metri
Altezza massima raggiungibile dal punto di decollo 120 metri
– Avere un numero di serie fisico unico
Avere un’identificazione remota diretta in grado di:
consentire il caricamento del numero di registrazione dell’operatore
garantire in tempo reale e per tutta la durata del volo la diffusione periodica diretta dal done, tramite protocollo di trasmissione aperto e documentato
che invii numero seriale univoco del drone, il numero di registrazione dell’operatore, la posizione geografica del drone e del pilota remoto la rotta del drone
Essere dotato di un sistema di geo consapevolezza relativo alle limitazioni dell’area di volo – – Emetta un segnale in caso di potenziale violazione dello spazio aereo

Classe aperta C4
Peso massimo al decollo compreso il payload inferiore a 25 kilogrammi
Non avere modalità di controllo automatico, tranne che per l’assistenza alla stabilizzazione del volo senza alcun effetto diretto sulla traiettoria di volo, e per l’assistenza in caso di perdita di collegamento, a condizione che sia stata prestabilita una posizione fissa dei comandi di volo per i casi di perdita di collegamento
– Essere immessi sul mercato corredati di un chiaro manuale di istruzioni che riporti

Requisiti per i componenti aggiuntivi di identificazione remota diretta per i droni

I componenti aggiuntivi di identificazione remota diretta devono:
1) consentire il caricamento del numero di registrazione dell’operatore del drone previsto dall’articolo 14 del regolamento (UE) …/… [IR] ed esclusivamente seguendo la procedura prevista dal sistema di registrazione;
2) avere un numero di serie fisico conforme alla norma ANSI/CTA-2063 Small Unmanned Aerial Systems Serial Numbers (numeri di serie per sistemi aerei senza equipaggio di piccole dimensioni) apposto in modo leggibile sul componente aggiuntivo e sul suo imballaggio o sul manuale di istruzioni;
3) garantire in tempo reale e per tutta la durata del volo la diffusione periodica diretta dall’UA, tramite protocollo di trasmissione aperto e documentato, dei dati di seguito riportati, in modo tale che essi possano essere ricevuti direttamente da dispositivi mobili presenti entro il raggio di diffusione:
i) il numero di registrazione dell’operatore drone (UAS);
ii) il numero di serie fisico unico del componente aggiuntivo conforme alla norma ANSI/CTA-2063;
iii) la posizione geografica del drone e la sua altezza al di sopra della superficie o del punto di decollo;
iv) la direzione di rotta misurata in senso orario in riferimento al nord vero e alla velocità al suolo de drone e
v) la posizione geografica
4) garantire che gli utilizzatori non possano modificare i dati menzionati al punto 3, punti ii, iii, iv, e v;
5) essere immessi sul mercato corredati di un manuale di istruzioni che riporti il riferimento al protocollo di trasmissione utilizzato per il segnale di identificazione remota diretta e le istruzioni per:
a) installare il modulo sul drone;
b) caricare il numero di registrazione dell’operatore drone.

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